Inter, un fallimento totale con l'incubo derby all'orizzonte: difendere il quarto posto la vera impresa. E Spalletti rischia

La disfatta contro l'Eintracht il punto più basso della stagione: e domenica c'è la sfida col Milan decisiva per il posto Champions

di PEPE FERRARIO
Inter, un fallimento totale con l'incubo derby all'orizzonte: difendere il quarto posto la vera impresa. E Spalletti rischia

Fuori da tutto e con la prospettiva angosciante che la crisi non sia culminata nella disfatta contro l'Eintracht. Domenica c'è il derby, contro un Milan che viaggia a velocità doppia e che ora come ora ha tutto a proprio favore: classifica, morale, condizione fisica e mentale, nonché gioco, organizzazione tattica e qualità tecnica. Fuori anche dall'Europa League, per l'Inter non resta a questo punto che la difesa del posto Champions, necessità vitale che passa inevitabilmente attraverso la sfida coi rossoneri e non può non tener conto della Roma, anzi delle romane, immediatamente alle spalle.

Ma come ripartire? Da dove? Da chi? Questo il punto. Certo, per domenica sera Spalletti recupera giocatori importanti (non Icardi che continua a chiamarsi fuori e continuerà a farlo): rispetto alla sfida coi tedeschi Brozovic ci sarà, Lautaro pure, Miranda può rientrare, Asamoah ritrova la sua fascia, Joao Mario e Gagliardini tornano eleggibili. Vero, ma la condizione fisica generale? La tenuta mentale? L'approccio emotivo? La risposta di un gruppo in cui ognuno pare ragionare come singolo, coniungando sempre l'io al posto del noi?

Tutto oggi fa discutere e tutti oggi sono sotto esame. E a maggior ragione lo saranno all'indomani del derby se... Sì, perché la sfida col Milan è adesso veramente una discriminante cruciale: solo un risultato positivo sposterebbe più in là il redde rationem che inevitabilmente dovrà più avanti coinvolgere tutte le componenti, tecniche e dirigenziali. La separazione con Spalletti sembra inevitabile e forse anche quella con Ausilio, peraltro attirato da possibili nuove avventure, ma anche la rosa sarà da rivedere in larga parte.

Spostare più in là, cioé rimandare, non certo evitare
. Ma almeno posticipare, con un finale di campionato che fatto di appartenenza, dedizione e professionalità potrebbe se non altro parzialmente salvare una stagione che doveva essere di consolidamento e si è rivelata invece sin qui totalmente fallimentare.

Ma, si diceva, il derby è oggi più che mai una discriminante. Uno spartiacque decisivo perché in caso di ko, o peggio ancora di tracollo, nulla si può escludere. Anche addii o separazioni (Spalletti) anticipate.

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