Juve, Allegri: "Il rumore dei nemici mi è indifferente: conta più lo Young Boys che l'Inter"

Il tecnico bianconero pensa più alla Champions che al Derby d'Italia: "Ma i nerazzurri e il Napoli possono darci fastidio"

Juve, Allegri: "Il rumore dei nemici mi è indifferente: conta più lo Young Boys che l'Inter"

Quale regalo migliore per festeggiare il compleanno se non battere i rivali di sempre, spedirli a -14 e eliminarli definitivamente dalla corsa scudetto? Oggi il presidente Andrea Agnelli compie 43 anni, venerdì la sua Juve ospita l'Inter allo Stadium, per Max Allegri l'occasione propizia per un cadeau post-datato sicuramente molto gradito: "I nerazzurri e il Napoli possono darci fastidio nella lotta per lo scudetto, ma il campionato non è per nulla chiuso o ammazzato. detto questo - ha precisato l'allenatore juventino in conferenza stampa - per non è più importante l'impegno di mercoledì: con l'Inter ci giochiamo una partita, con lo Young Boys molto di più".

LA CONFERENZA DI MAX ALLEGRI

Che partita si aspetto domani sera contro l'Inter, rivale storica della Juve?
"Mi aspetto una bella serata di sport, di calcio, tra due squadre che insieme al Milan hanno fatto la storia del calcio italiano. Una partita sotto l'aspetto emotivo molto importante, altrettanto da quello tecnico-tattico: l'Inter è oggi con il Napoli la squadra che può dare fastidio alla Juve nella corsa verso lo scudetto".

Secondo lei chi arriva alla sfida di domani con maggiori pressioni?
"Domani è una partita bella, importante, perché è il Derby d'Italia: bisognerà prepararsi al meglio contro una squadra che è cresciuta molto in autostima e risultati".

Domanda tecnica: 14 giornate, continua il numero 0 alla casella gol su punizione. Se lo spiega in qualche modo?
"Specialisti ne abbiamo, speriamo domani di farne uno. A Firenze abbiamo avuto tre punizioni importanti, bisogna aggiustare la mira e tirare meglio, perché su tre punizioni un gol bisogna farlo".

A parte gli juventini, tutti tifano Inter. Il famoso rumore dei nemici la lascia indifferente o ti stimola?
"Mi lascia indifferente, anche perché noi dobbiamo proseguire il nostro percorso con molta calma. In questo momento i numeri dicono che la Juve ammazza il campionato, ma la Juve non ammazza niente. E il campionato non va ammazzato, va vinto. E servono numeri e per arrivare ai punti che serviranno devi fare 30 vittorie. Quindi è impossibile che la Juve abbia ammazzato il campionato. Che poi tutti tifano contro la Juve perché il Napoli è in turno favorevole e potrebbe avvicinarsi è normale perché si aspettano che possa riaprirsi il campionato, che ci sia più battaglia. Ma la battaglia ci sarà uguale perché è ancora lunga. Ma noi dobbiamo andare avanti per il nostro cammino e tra domani e mercoledì per noi è molto più importante mercoledì. Perché mercoledì con lo Young Boys ci giochiamo molto (il primo posto nel girone di Champions, ndr), domani ci giochiamo una partita".

Una sfida, Juve-Inter, tra due toscani: uno di mare e uno di campagna... Che differenze ci sono?
"La differenza è che la mattina io mi sveglio e vedo il mare, lui vede le colline, che magari gli piacciono di più. Poi Luciano ha giocato tanto anche in una città di mare, poi da giovani ci trovavamo spesso in Versilia che era sempre mare e non credo ci sia quindi differenza. La toscana fa sempre uscire buoni allenatori, non so se sia questione di DNA diverso dalle altre regioni".

In un'eventuale riposo per Cuadrado, i due terzini si scambiano di nuovo o Cancelo rimane a sinistra?
Questo non lo so ancora. Non so ancora se giocherà De Scilgio o Cancelo a destra e a sinistra o viceversa. Si possono anche cambiare durante la partita ,ma a Firenze Cancelo a sinistra e De Sciglio a destra hanno fatto bene. In quel momento lì avevo più bisogno di far giocare De Sciglio a destra per avere un pochino più di spinta e poi nella eventuale costruzione con i tre dietro".

Anche lei ha la sensazione che si giochi ormai solo per il secondo posto? O meglio, ci si accontenti di giocare per il secondo posto e sia questo il limite dei vostri concorrenti?
"Assolutamente no, perché Ancelotti giustamente dice che il Napoli ha grandi chance. Innanzitutto perché abbiamo ancora scontri diretti, due con l'Inter e poi il ritorno con il Napoli, quindi sono 9 punti che ballano e la classifica si potrebbe accorciare, così come si potrebbe allungare ovviamente. Mancano tante partite ,va fatto un passo alla volta. Ora abbiamo l'Inter, poi il Torino e in questi giorni che ci portano fino al 29 dicembre bisogna fare tanto e per fare tanto bisogna fare un passo alla volta, non pensare a quello che deve venire".

Emre Can farà parte dei convocati?

Farà parte dei convocati perché sta bene, con lo spirito giusto, è voglioso. Magari gli scapperà anche di giocare qualche minuto di partita. Stanno tutti bene al di là di Alex Sandro".

In difesa potrebbe esserci, vista la presenza di Icardi, l'inserimento di Benatia?

Per quanto riguarda difesa e metà campo e davanti devo valutare oggi. Bentancur ha un problema alla schiena, ha avuto due giorni di mezzi differenziati. Perché se mi manca Bentancur o butto dentro subito Emre o cambio modo di giocare. Ma finchè non vedo la squadra e non vedo Bentancur non so chi far scendere in campo. In difesa stanno tutti bene, a parte Barzagli. Abbiamo tante partite e tutti devono farsi trovare pronti. Può darsi che qualcosa cambio, ma dipende da come sta Bentancur o da come sta Emre. Nel caso non ci sia Bentancur o si gioca a due o metto dentro Emre, non ci sono altre soluzioni".

Napoli e Inter sono le sole vere possibili rivali nella corsa scudetto?
"Il Napoli ha un modo di approcciare diverso con Ancelotti, è più pericoloso. E poi hanno messo nuovi giocatori come Ruiz. L'Inter altrettanto, ha un bravissimo allenatore, hanno preso Asamoah che è uno dei terzini più bravi che ci sono in circolazione, hanno recuperato molti giocatori come Joao Mario, Borja, hanno Nainggolan, anche non so se giocherà. L'Inter è in netto miglioramento".

Oggi è il compleanno di Andrea Agnelli: che presidente è?
"E' un decisionista, ormai lo conosco da cinque anni. In questo momento ha un'autorevolezza diversa da quella che aveva quando a cominciato a essere il presidente della Juventus".

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