Crisi Roma: ritiro scongiurato, ma Di Francesco ha 4 partite per convincere Pallotta

Dopo il ko casalingo con la Spal il clima in casa giallorossa è teso. Nel mirino anche Monchi per il mercato estivo

In casa Roma l'umore di tutti, dai tifosi ai dirigenti passando per giocatori e staff, era ed è nero. La sconfitta casalinga con la Spal ha riaperto vecchie ferite e dimostrato, ancora una volta, che la coperta giallorossa è corta, cortissima. Sembra di essere tornati indietro di un mese, a quel 23 settembre che sancì la decisione da parte della società di ordinare un ritiro punitivo. La Roma fu sconfitta 2-0 a Bologna in un match molto simile a quello disputato sabato contro la squadra di Semplici.

Spal, che colpo con la Roma

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I ferraresi vincono 2-0: decidono Petagna e Bonifazi

A Pallotta è balzato subito in mente di imporre un altro ritiro, poi un consulto con i dirigenti ha convinto il presidente a non intervenire in prima persona. Ma la situazione è incandescente. La Roma ora ha un ciclo di quattro partite - due in Champions con il Cska e due trasferte insidiosissime, a Napoli e Firenze - forse decisive per il futuro di Di Francesco. Dopo la batosta di Bologna i giallorossi erano riemersi con un filotto di risultati utili nei quali proprio i punti avevano nascosto magagne strutturali ancora evidenti.

Ci sono dei numeri che aiutano a fotografare la situazione: i punti della Roma in campionato sono 14, ben 7 in meno di un anno fa dopo 9 partite, il dato peggiore dal 2012. La difesa, poi, è il vero punto debole: 12 gol incassati, 7 in più rispetto allo stesso periodo della passata stagione. E poi la Roma fatica, tanto, contro le piccole: solo 8 punti contro sei delle ultime sette in classifica.

Questione di personalità, innanzitutto. Quando i grandi riposano, ecco che la squadra, in campo, si scioglie. E proprio quella del turnover spinto è una delle scelte che mettono Di Francesco sull'altare delle critiche. Ma è inevitabile che il discorso si intrecci con la gestione del mercato estivo: tanti acquisti, ma pochi dei nuovi hanno convinto. Su tutti, il fischiatissimo Cristante. Ed è per questo che il futuro di Di Francesco è legato a doppio filo con quello di Monchi: se salta il primo, lascia anche il secondo.

Sul banco degli imputati ci sono tanti dei nuovi arrivati, come Marcano ad esempio, considerato non all'altezza. Ma anche Dzeko ha fallito molte occasioni contro la Spal, tradendo un nervosismo che non può far altro che complicare ulteriormente le cose. Di Francesco si è detto arrabbiato: per l'atteggiamento tattico ma soprattutto mentale. "Mi fanno diventare matto". Una frase che gli allenatori si fanno scappare raramente. E il fatto che il tecnico abbia dato questa frustata pubblica ai suoi è sintomo di grande agitazione. Starà soprattutto a lui cercare nuove soluzioni tattiche (Cristante davanti alla difesa non convince) ma soprattutto caratteriali. Si parte dal Cska, martedì: vietato sbagliare.

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