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Inter, per la vittoria

Mancano tre punti alla Champions; perché non provare a prenderli già stasera?

di GABRIELE BORZILLO
Inter, per la vittoria

Due partite alla fine di questo estenuante, sotto molti punti di vista, campionato. Infarcito di tutto di più. Tradotto; non ci siamo fatti mancare niente. E quando scrivo niente intendo niente. Partite orrende, vittorie al cardiopalma, sfighe varie, liti, misteri negli spogliatoi. Eppure continuiamo a restare lì, meno tre punti dalla zona Champions; che porta soldi, sponsor, notorietà e marketing ad alti livelli. Tre maledetti punti, con la certezza di giocarseli al Meazza, davanti al proprio pubblico, in un catino ribollente di tifo, contro una squadra che, forse, lotterà per la sopravvivenza o, forse, arriverà con le pile già scariche. Ecco perché, ascoltando la conferenza stampa di Spalletti, mi permetto di dissentire; “potrebbero bastare due punti” è reale, ma mi chiedo per quale motivo dovremmo scendere in campo col freno a mano tirato. La storia del punticino, quest’anno, porta una scalogna impressionante; punticino qua, punticino là, siamo ancora in ballo quando avremmo potuto avere già in tasca il biglietto per l’Europa dei grandi. Perché amministrando amministrando siamo riusciti a non giocare l’ultimo quarto d’ora col PSV, tanto il Barcellona vinceva salvo poi trovarci fuori per differenza reti, a pareggiare con la Roma in casa, e i giallorossi non ne avevano più ma a momenti ci castigano al novantunesimo grazie all’amministriamo che finiamo per perdere il pallone, a pareggiare con l’Atalanta che, fino all’infortunio di Brozovic non ci aveva capito nulla e che, nell’ultimo quarto d’ora, quando abbiamo provato nuovamente ad accelerare, ci aveva capito ancora meno. Insomma, giratela come vi pare, a me la storia dell’amministriamo non va giù. Anche perché, chiedo scusa, il messaggio trasmesso alla squadra non è corretto; a meno che non si tratti di pura pretattica e Spalletti scenda in campo coi suoi stasera con l’obiettivo di vincere. Che si potrebbe pure fare, anche solo per una questione di tempo trascorso; si, trascorso dall’ultimo successo nerazzurro sul terreno del San Paolo nel lontano 1997, rete di Galante ed autogol di Turrini. Poi una serie di passi falsi, ceffoni pesanti, pareggi acciuffati e nulla più. Insomma, se non altro per un mero calcolo delle probabilità vincere ci potrebbe pure stare. Ma, al di là del tocchiamo quanto di più caro abbiamo, vale tutto, preferirei di gran lunga chiudere il discorso stasera, che di terni al lotto all’ultima giornata sarei sufficientemente stufo. Magari si, magari anche con un golletto di Mauro, favorito su Lautaro. Giusto per completare la festa.