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Inter, tutti alla finestra

Il mercato nerazzurro procede; a me piacerebbe un bel regalo entro giugno

di GABRIELE BORZILLO
Inter, tutti alla finestra

In pratica funziona così: il giocatore ics è sul mercato, interessa a…via con l’elenco delle squadre… poi, dulcis in fundo, l’Inter è alla finestra. Il giocatore ipsilon interessa a… via con l’elenco di altre squadre… si chiude con l’Inter è alla finestra. Che dire, un’estate passata alla finestra. Con attenzione però: in certi orari il sole picchia, conviene coprirsi la testa, bisogna bere molto e preferire frutta e verdura alla peperonata.

Francamente ‘sta storia dell’Inter alla finestra mi sta esaurendo: e che facciamo, ce ne stiamo alla finestra come le vecchiette nei magnifici spaghetti western di Sergio Leone? E se vediamo un calciatore interessante chiudiamo le ante, non si sa mai? A parte lo stare alla finestra leggo qualche titubanza quando si tratta di mettere nero su bianco. Si, esatto, parlo proprio di Barella. E mi chiedo, esattamente come se lo chiede un tifoso qualsiasi; vuoi acquistare il centrocampista sardo? Allora cosa aspettiamo, che altri si accorgano di quanto è forte e duttile (perché per me è forte e duttile, gioia e delizia di ogni allenatore)? La valutazione è troppo alta per i nostri criteri di scelta? Ricordo, abbiamo sperperato una settantina di inutili milioni sotto settlement per Joao Mario e Gabigol, tacendo di Kondogbia. Nicolò sta mostrando, partita dopo partita, una crescita esponenziale, è pronto per piazze importanti. Oltre ad amare i nostri colori.

Al tifoso, da quanto ho compreso, piacerebbe un maggior decisionismo. So che accettare immediatamente non va bene, che il mercato ha delle leggi tutte sue, che bisogna trattare, che siamo liberi dai vincoli del maledetto settlement ma dobbiamo prestare attenzione agli investimenti. Però, su, dai, una botta di vita. Altrimenti, poi non capiterà, finiremo per farci anticipare su profili che ci piacevano per stare a tirare un milione qua e uno là. Non si tratta di sperperare inutilmente soldi, su certi nomi di sperpero non ne leggo minimamente.

Al di là di Barella o chiunque altro sia in arrivo l’Inter che nascerà dovrà possedere un’anima che somigli a quella del suo allenatore; in campo si corre, non si contano i fili d’erba. La maglietta deve essere fradicia, non che te la puoi rimettere la volta dopo senza manco lavarla. E così via. Fino al si è una squadra, un gruppo, un tutt’uno. Chi fa da sé non fa per tre, se ti allena Conte. Fa solo quello che si auto esclude e finisce sulla lista dei partenti. Attendiamo fiduciosi. Ovvio, alla finestra.

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