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Agnelli–Allegri, c’eravamo tanto amati

La conferenza d'addio è stata un degno finale in "pompa magna"

di STEFANO DISCRETI
Agnelli–Allegri, c’eravamo tanto amati

Una telenovela così lunga e appassionante come quella che ci ha tenuti incollati sulla poltrona per più di un mese (dal 16 Aprile scorso sera in cui Agnelli confermò a caldo con grande veemenza Allegri sulla panchina della Juventus nella notte più lunga, quella della clamorosa sconfitta contro l’Ajax, sino a venerdì 17 Maggio giorno in cui uno stringato comunicato sul sito ufficiale ne annunciava invece la destituzione) meritava un degno finale in “pompa magna” come in effetti è stata la conferenza andata in scena ieri pomeriggio. Momenti di grande commozione in diretta e di assoluta empatia con i protagonisti, come nei più grandi sceneggiati che si rispettino. Da una parte il Presidente Andrea Agnelli, dall’altra l’allenatore (ormai ex) della Juventus Massimiliano Allegri. Dinanzi a loro, oltre il solito grande pubblico di giornalisti, i componenti della prima squadra ad applaudire e commuoversi con loro al termine dei rispettivi discorsi. D’altronde non si cancellano cinque anni in un momento ma la storia d’amore tra il tecnico livornese e la Juventus è ufficialmente finita dopo un quinquennio di successi (tanti) e delusioni (poche) davvero intenso, vissuto al massimo. Il presidente Agnelli, per i motivi che cercheremo di capire meglio nei prossimi giorni e mesi, ha deciso che Massimiliano Allegri non è più l’allenatore giusto per continuare a guidare la Juventus.

Questa Juventus, la Juventus di CR7, ovvero il giocatore più decisivo nella storia della Champions League insieme a Leo Messi. Scelta dettata solamente da una questione di stimoli e/o di “pancia piena”? Lo scopriremo solo vivendo come cantava il grande Lucio Battisti, anche se abbiamo grandi dubbi in merito. Per chi scrive, forse anche inutile ribadirlo di nuovo, questo passo andava fatto dopo la disfatta di Cardiff. Già da allora il rapporto tra allenatore e squadra è andato trascinandosi. Inutile aggiungere che comunque la dirigenza bianconera con questa scelta, questo passo importante, si prende un grande, grandissimo rischio, e che molto dipenderà anche dal nome con cui verrà sostituito l’ormai ex tecnico bianconero. Nome per ora top secret e domande vietate in conferenza sull’argomento. Ci sarà tempo però per giudicare e per appassionarsi su questa nuova storia d’amore che nascerà nei prossimi giorni. Adesso è il momento di tirare fuori i fazzoletti e commuoversi dinanzi i titoli di coda di questa “storia di un grande amore”.