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Insigne e l'insegnamento di Mancini

Lorenzo il Magnifico torna irresistibile in Nazionale... quando gioca alto a sinistra nel 4-3-3

di RAFFAELE AURIEMMA
Insigne e l'insegnamento di Mancini

Dall’analisi dei fatti vengono fuori le considerazioni, condivise oppure no per dare corpo a quella che si definisce “critica”. E la critica è diversa dagli attacchi, perchè la stessa serve come suggerimento, valutazione oggettiva che molto spesso diventa materia di riflessione per migliorare le prestazioni. Il calcio non solo non sfugge a questa regola e, molto spesso, la critica diventa utile per correggere le cose poco positive. La premessa può essere utilizzata per capire come il Napoli, oltre all’attaccante centrale di cui ha bisogno e cerca, potrebbe esaltare meglio il prodotto già esistente. Carlo Ancelotti quest’anno ha giocato molto spesso con il 4-4-2, un modulo mai utilizzato nel Napoli da Mazzarri a Sarri, passando per Rafa Benitez.

Le recenti due gare di qualificazione dell’Italia per l’accesso agli Europei del 2020 sono state l’esempio di come un calciatore del calibro di Insigne possa essere messo a proprio agio in un altro modulo. Vi leggo i numeri e poi traete voi la somma finale. In soli tre giorni nelle sfide contro Grecia e Bosnia, il Magnifico ha mostrato tutto il suo talento: 180 minuti, 2 gol ed un assist, entrambe le gare sono state giocate da esterno offensivo a sinistra in attacco.

E’ stato attento il Ct Mancini quando ha deciso di riportarlo nella posizione che gli ha permesso di esaltarsi e di crescere con la maglia del Napoli, una soluzione che potrebbe permettere ad Ancelotti di rivedere le convinzioni che hanno caratterizzato la sua prima stagione sulla panchina del Napoli. I dati a confronto confermeranno come Insigne, pur rispondendo sempre “obbedisco”, è stato adattato in una posizione da attaccante centrale.

Quest’anno lo score di Lorenzinho racconta i numeri della sua stagione: 41 presenze complessive, 14 gol, 6 assist e 3.068 minuti. Di queste 41 gare, in 30 ha giocato da seconda punta (anche da centravanti) e 11 da esterno d’attacco, cioè un terzo del dato complessivo. Una stagione non tanto diversa da quella precedente, con un solo particolare non di poco conto. Nella stagione 2017-2018, quella del campionato da 91 punti, probabilmente irripetibile per una squadra arrivata seconda in campionato, lo score di Insigne ha raccontato di 48 presenze, di 3.865 minuti complessivi, 14 gol e 14 assist, cioè tantissimi e quasi tutti a favore degli inserimenti di Callejon che di gol, quest’anno, ne ha realizzati soltanto 4. Morale della favola, se Ancelotti trovasse il sistema per dare ad Insigne la collocazione più consona, probabilmente il Napoli non avrebbe più bisogno di quell’attaccante centrale da 30 gol a stagione.

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