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Napoli, "Juventus docet"

Ancelotti chiede ai suoi di trattare l'Arsenal come fece Madame con l'Atletico....

di RAFFAELE AURIEMMA
Napoli, "Juventus docet"

Trattasi di vittoria che dà morale, non “scacciacrisi” perché sarebbe stato esagerato. L’1-3 di Verona è come la boccata di ossigeno per l’atleta che ne ha speso tanto e che necessita di un modesto supporto per spingere forte nel rush finale. Il Napoli ha respirato a pieni polmoni ieri a Verona e sa di aver ritrovato energie, soprattutto quelli mentali, per tentare di ribaltare ai quarti di Europa League, un risultato apparentemente irrimediabile. “Juventus docet”: dopo il successo sul Chievo, il coach Ancelotti ha ripescato alla Rai un’espressione latina per trasmettere ancora più coraggio alla sua squadra, in vista dell’Arsenal giovedì sera in un San Paolo traboccante di tifo.

“Juventus docet”, perché dopo il 2-0 subito nella gara d’andata contro l’Atletico Madrid, sembrava che i bianconeri dovessero dire addio alla Champions già negli ottavi di finale. Invece, una straordinaria prova di forza e di concentrazione, oltre all’apporto dell’Allianz Stadium, consentirono di compiere l’impresa con un secco 3-0, conquistato addirittura nei tempi regolamentari.

Certo, il Napoli non può vantare lo stesso organico della Vecchia Signora e l’Arsenal, probabilmente, oggi è messo meglio dei colchoneros che sfidarono la Juve con una squadra rimaneggiata. L’impresa è molto difficile, ma il 3-0 non è impossibile. Magari, se il Napoli avesse evitato di farsi infilare ieri da Cesar a gara ormai conclusa, le certezze avrebbero potuto essere anche maggiori: un’esitazione simile, rovinerebbe giovedì notte una eventuale ed auspicabile “rimontona” partenopea.

Bisogna confidare nell’energia e nella concentrazione della retroguardia azzurra, che da domani ritroverà Albiol e che con il Chievo ha avuto in Koulibaly un campione in grado di fare anche la storia. Solo due difensori, infatti, hanno realizzato una doppietta in questo campionato: oltre a Kalidou, anche il turco Demiral, che col Sassuolo mise a segno 2 reti, guarda caso, anch’egli contro il Chievo.
In più, 6 delle 9 reti realizzate da Koulibaly in A, sono arrivate da un colpo di testa, un fondamentale in cui il Napoli non eccelle: 4 quest’anno, peggio hanno fatto solo Empoli e Udinese con 3.

Evitare che l’Arsenal possa fare gol, però bisogna farne innanzitutto. Ieri Ancelotti ha rimesso in campo Milik dal primo minuto (a Londra inizialmente era in panchina) e il bomber polacco ha ripagato la fiducia realizzato il 2-0, cioè la rete che lo stesso coach ha detto di aver trasmesso serenità alla squadra. Milik è quinto nella graduatoria dei bomber in Serie A, con 17 reti senza aver segnato rigori ed in Europa vanta un dato non di secondo piano: solo Messi (9) ha segnato più reti da fuori area di Arkadiusz (6) nei 5 maggiori campionati europei.

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Raffaele auriemma