Dakar, il sogno infranto di Dutto

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Oltre il danno la beffa, con un retrogusto amaro di una sospetta truffa. L’esclusione di Nicola Dutto dalla Dakar richiama alla mente quelle “vigliaccate” che l’organizzazione francese della gara mise in opera più volta nei confronti dei piloti italiani negli anni d’oro, quando il raid più famoso si disputava in Africa. Nicola, pilota professionista paraplegico, stava portando avanti benissimo la sua incredibile sfida. In fondo alla classifica, ovvio, ma teneva duro. Durante la quarta tappa, per ovviare ad alcuni inconvenienti tecnici alla moto di uno dei suoi accompagnatori (indispensabili per rialzarlo dopo le immancabili cadute), Nicola e soci sono usciti dal percorso consapevoli di andare incontro ad una penalizzazione oraria per poter rientrare in seguito sulla giusta via. Al controllo di passaggio i commissari presenti hanno invece detto ai tre piloti di proseguire verso il bivacco. Dutto ha chiesto di chiarire per bene la cosa perché saltando 3 controlli si è automaticamente fuori gara, ma dopo una consultazione via radio i commissari hanno insistito. Arrivato a fine tappa Nicola si è visto squalificare dalla Direzione di gara. Ma non è finita qui. La mattina dopo la giuria lo ha riammesso senza comunicazione, così che il pilota cuneese non si è presentato al via, dando agli organizzatori la scusa perfetta per “farlo fuori” definitivamente. Tra gli addetti ai lavori e colleghi presenti in Peru si fa strada un’ipotesi. La Dakar 2019, già sottotono per la lunghezza ridotta e disputata in un solo paese, secondo l’organizzazione ASO (la stessa società del Tour de France) avrebbe perso ulteriore immagine di gara dura, tostissima e per pochi se un motociclista handicappato l’avesse portata a termine. Evidentemente Alex Zanardi ha insegnato poco o niente a questi signori. Gente come lui, e come Nicola Dutto, nobilitano lo sport ma non solo, sono esempi di come l’essere umano possa superare ostacoli all’apparenza insormontabili. Nicola era in forma, stava guidando bene e si stava divertendo un mondo sulle difficili dune peruviane. Magari non sarebbe riuscito ad arrivare in fondo, ma avergli tolto la possibilità di vincere questa sfida è imperdonabile. (foto Francesca Gasperi)

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