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Dall'insonnia di Ronaldinho fino alla pioggia: le scuse più incredibili del calcio

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La battuta di Walter Mazzarri dopo Inter-Verona 2-2 è diventata ormai un cult: “Abbiamo creato tanto, poi è arrivata la pioggia…”.
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Paul Sturrock, allenatore del Plymouth, ha spiegato così alla stampa l'assenza agli allenamenti dell'ex Manchester City Mpenza: "Emile mi dava sempre mille scuse per non unirsi al gruppo. Un giorno mi spiegò di aver preso il viagra la notte precedente e che non poteva svolgere la seduta perchè aveva una poderosa e prolungata erezione. Questa scusa è diventata una leggenda metropolitana ma giuro che è vero".
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Vladislav Vashchuk giustificò la sconfitta della sua Ucraina contro la Spagna ai Mondiali del 2006 dicendo che lui e i suoi compagni non erano riusciti a riposare per via del gracidìo delle rane davanti all'hotel la notte prima del match.
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Nel 2012 Ronaldinho comunicò al Flamengo di non potersi allenare al mattino a causa di una presunta insonnia cronica. Una scusa davvero particolare.
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Il filandese Mickael Forsell nel 2014 giustificò il suo ritardo ad un allenamento dicendo che non era riuscito a partire in tempo a causa di un gatto che si era posizionato sotto la sua auto.
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Il tecnico del West Ham Bilic giustificò così il rendimento a rilento del West Ham in casa: "Troppo verde intorno al terreno di gioco, quando sei in campo non riesci a distinguere la linea di fondo, vedi molto spazio davanti a te e ti demoralizzi".
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Beccato con una ragazza dentro una jacuzzi, Bastian Schweinsteiger, si giustificò così allo staff del Bayern Monaco: "E' mia cugina".
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Leonardo, dirigente del Milan, subito dopo la dolorosa sconfitta sul campo dell'Olympiacos che è costata ai rossoneri l'eliminazione dall'Europa League, si è espresso così in tv: "Non cerco alibi ma mi pare ingiusta questa eliminazione. Poi c’era un rumore incredibile quando andavamo in attacco, non so se fosse una sirena, un flauto o un clacson. Il regolamento non lo permette: l’arbitro doveva fermare il gioco".
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Somalia nel 2010 giustificò la sua assenza ad un allenamento del Botafogo dicendo di essere stato vittima di un rapimento. La polizia indagò scoprendo che era tutto un montaggio.
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Tommy Docherty ha incolpato l'autista dell'autobus per giustificare la retrocessione del Manchester United nel 1974 da lui allenato.
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"Su 24 partite ne abbiamo giocate ben 10 alle ore 16.15. Non abbiamo invece mai giocato dei match di sera, quando la palla va più veloce. Ho la sensazione che di pomeriggio il campo sia più lento". Così Marcelino ha giustificato i pochi punti fatti dal suo Valencia in stagione.
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Digerire una sconfitta è sempre difficile, si sa. Nel corso degli anni, gli addetti ai lavori hanno trovato delle scuse davvero singolari per giustificare dei ko ma anche per motivare un ritardo ad un allenamento. L'ultimo è il tecnico del Valencia, Marcelino, che ha spiegato così l'andamento a rilento del suo Valencia: "Su 24 partite ne abbiamo giocate ben 10 alle ore 16.15. Non abbiamo invece mai giocato dei match di sera, quando la palla va più veloce. Ho la sensazione che di pomeriggio il campo sia più lento". Una scusa che lascia perplessi al pari di tante altre: scopriamole nella gallery.   

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