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Il mal di schiena del runner

Cause e sintomi di un problema fisico che purtroppo affligge molti appassionati della corsa

Il mal di schiena del runner

Almeno una volta nella vita lo abbiamo provato tutti. Anche per i runner il mal di schiena è un sintomo molto comune. A volte si tratta di un semplice affaticamento, a volte è qualcosa di molto più serio.
Prima di curare il sintomo con farmaci e terapie fisiche è utile capire perché il runner avverte dolore alla colonna vertebrale.


Caccia al colpevole

Il compito di scoprire il responsabile spetta alla diagnostica tradizionale (rmn, ad esempio) e alla biomeccanica clinica.

Procediamo, quindi con l’indagine.

1. c’è un reale problema? ernia, spostamento o scivolamento di una vertebra? consulteremo un ortopedico e/o un neuro- chirurgo.

2. non c’è nessuna evidenza di patologia, ma solo dolore? incominceremo il seguente percorso in base alla biomeccanica clinica:
a) verificare la presenza o l’assenza di un problema di masticazione che può essere generato da una malocclusione dentale. Un problema alla bocca può essere causa di un dolore alla colonna vertebrale.
b) Analizzare il terreno di allenamento: superfici troppo dure o a elevata risposta elastica, come ad esempio una pista di atletica, possono creare pericolosi contraccolpi alla colonna durante la fase di appoggio del piede.
c) Analizzare il bacino e le anche. Una situazione di asimmetria (valutabile misurando la distanza tra spina iliaca e osso sacro da entrambe le parti) genera le condizioni per un’andatura in zoppia che crea a sua volta una contrattura a livello dei muscoli lombari.
d) Analizzare il piede, per verificare le seguenti condizioni:
• il piede troppo mobile non crea le giuste condizioni per un appoggio corretto. Il corpo per per procedere in avanti deve creare una forma di compensazione, in questo caso forzando sul ginocchio e sulla colonna vertebrale;
• il piede bloccato (estrema rigidità dell’articolazione della caviglia) crea gli stessi presupposti per una compensazione in fase di spinta andando a sovraccaricare ginocchio e colonna, come nel caso del piede troppo mobile;
• il piede in appoggio solo sulla punta è, anche in questo caso come nei precedenti, un piede a mezzo servizio. Oltre alla compensazione esiste anche il rischio di microtraumi alle dita.

Il rimedio

Una volta scoperta l’origine, il rimedio si sviluppa in due direzioni: cura della causa e cura del sintomo. La cura della causa non odontoiatrica e non chirurgica e/o neurochirurgica è a carico del fisioterapista che con manovre opportune e mirate dovrà essere in grado, nel caso in cui il problema riguardi il bacino di riposizionarlo in asse, mentre se il dolore dipende dal piede, di mobilizzare o stabilizzare l’arto.
Per quanto riguarda invece il sintomo, cioè il dolore stesso, ogni caso dovrà essere trattato in maniera personalizzata sia da un punto di vista farmacologico sia da quello terapeutico strumentale (laser o ultrasuoni, ad esempio).

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