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Russia 2018, Ferri in esclusiva: "Messi fai il Messi! È arrivata la tua ora. Mancini? La Federazione lo aiuti"

L’ex difensore dell’Inter e della Nazionale: "La Germania non fallisce mai. Spero in un ritorno di Argentina, Brasile, Francia e Spagna"

di SALVATORE RIGGIO

Russia 2018, Ferri in esclusiva: "Messi fai il Messi! È arrivata la tua ora. Mancini? La Federazione lo aiuti"

"Può essere il mondiale di Messi e sono curioso di vedere Salah". Riccardo Ferri, intervistato in esclusiva da Sportmediaset.it, ci parla di Russia 2018: "Peccato l’assenza dell’Italia, ma resta una grandissima manifestazione. Le protagoniste? Dico Germania, Francia, Spagna, Brasile e Argentina". Poi, un pensiero su Roberto Mancini, nuovo ct azzurro: "E' un grande allenatore, con esperienza internazionale. Ma la Federazione non lo lasci solo".

L'INTERVISTA A RICCARDO FERRI

Russia 2018: che Mondiale sarà?
"Sarà un torneo un po’ particolare. Lo guarderemo con un occhio e un tifo diversi per via dell’esclusione dell’Italia. Ma attorno a questo mondiale ci sarà comunque un grande interesse perché resta la manifestazione per eccellenza, da non perdere".

Le cinque favorite secondo lei?
"La storia parla chiaro. La Germania sarà protagonista anche in questo Mondiale. Mi aspetto un ritorno di Francia e Spagna e metto dentro Brasile e Argentina. Poi ci saranno sempre le sorprese".

E quale Nazionale può stupire?
"Dico Belgio e Croazia, che possono dare fastidio alle big. Mi incuriosisce il Costarica. Aggiungo la Colombia e l’Egitto. A livello affettivo per Petkovic e Manicone, inoltre, spero che la Svizzera possa fare un bel mondiale. E non dimentichiamo il Portogallo di Cristiano Ronaldo".

Ha detto Egitto e allora ci viene in mente Salah...
"Salah vorrei vederlo in un contesto diverso, in una competizione così importante. Mi piacerebbe vederlo protagonista, ma tutto dipenderà dall’aiuto che gli darà la sua squadra. Vorrei tanto possa ripetersi perché arriva da un’annata stratosferica. Poi, fare bene il Mondiale è una cosa importante anche sotto l’aspetto mentale. Se fai bene un Mondiale, è un’esperienza che ti porti dietro".

Lei ha nominato l’Argentina tra le favorite: è quindi finalmente arrivato il momento di Messi?
"L’Albiceleste deve tornare protagonista. Ha sprecato un’occasione nella finale di Brasile 2014, ma ora Messi è chiamato ad accendere i riflettori su se stesso. Credo che possano essere i suoi Mondiali, gli manca solo la consacrazione in Nazionale. Con l’Argentina ha perso tante finali tra Coppa America e Coppa del Mondo. Da lui ci si aspetta un salto di qualità. È l’unico che si avvicina a Diego Armando Maradona, anche se i paragoni sono sempre prematuri".

Facciamo un salto nel passato. Un ricordo di Italia ’90?

"Il pensiero non può che andare ad Azeglio Vicini, che è mancato recentemente. Ha costruito un gruppo importante, che arrivava dall’Under 21. Ed è un discorso attuale perché oggi il nostro calcio sta cercando di ricostruire i vivai perché la nostra Nazionale ha bisogno di pescare da un serbatoio più ricco rispetto a quello degli ultimi anni".

Ripensa ancora al gol di Caniggia in semifinale?

"Sì, certo. La nostra era una squadra straordinaria e il pari di Caniggia è un fermo immagine che resterà per sempre dentro di noi, nel nostro percorso di vita. Un solo gol ci ha condannato: avremmo giocato la finale con la Germania Ovest e forse l’avremmo anche messa sotto. Abbiamo provato tanta sofferenza per quel gol".

Un solo gol subito in semifinale a Italia ’90. A Germania 2006 solo due gol presi: l’autorete di Zaccardo nella seconda gara con gli Usa e il rigore di Zidane in finale. Nell’ultima Champions, invece, goleade su goleade. Come è cambiata la fase difensiva in questi anni?

"Oggi c’è poca attenzione nella tattica individuale. Nel settore giovanile non ci sono più gli istruttori, ma allenatori che partono da una tattica di reparto. Pochi sanno insegnare quella individuale. Queste cose non ci sono sui libri di Coverciano. Per questo si segnano tantissimi gol e il calcio è diventato spettacolare, ma si prendono gol evitabili".

Ultimo pensiero per Roberto Mancini, nuovo ct della Nazionale...
"Abbiamo un gruppo whatsapp composto dal gruppo di Italia ’90 e lì abbiamo fatto gli auguri e i complimenti a Roberto. Lui è un bravissimo allenatore, però bisogna supportarlo. Senza supporto, tutto diventa più difficile. La Federazione faccia un programma che aiuti i vivai. Bisogna dare Mancini più legna da ardere possibile, altrimenti è difficile accendere il fuoco. Mancini è bravissimo, diamogli materiale a disposizione. La Nazionale del 2006 aveva un blocco di giocatori che aveva esperienza internazionale, così come quella del 1990. Aiutiamo Mancini, lui sarà un bravissimo ct".

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