Un libro a settimana: "L'URSS nel pallone" di Roverto Pivato

di EDOARDO GRASSI
Un libro a settimana: "L'URSS nel pallone" di Roverto Pivato

‘Armata Rossa’, stadio Lenin, ‘Ali dei Soviet’: basta dare una scorsa al dizionario del calcio sovietico per capire il legame stretto tra lo sport e la propaganda comunista, etichette comuni tipiche in fondo di tutto il blocco orientale. Il calcio, esportato in quelle zone all’inizio del XX secolo dai mercanti inglesi, forse nelle Russie assume valori sociali e di costume ancora più consistenti che negli altri paesi del ‘Patto di Varsavia’ perché si lega, nella sua crescita, all’incredibile progresso della nazione dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Un’accelerazione scientifica e culturale capace di mettere in imbarazzo anche il capitalismo americano che deve spesso e volentieri rincorrere, basti pensare alla ‘corsa allo Spazio’ dove i sovietici arrivano primi in tutto, fino almeno all’atterraggio statunitense sulla Luna. In questo contesto Lev Jasin, il portiere pallone d’oro 1963, diventa un ambasciatore sovietico di grande qualità da mostrare in giro per il mondo, un volto credibile e pulito come quello di altri miti di quella generazione: gli astronauti Jurij Gagarin e Valentina Tereskova, il saltatore in alto Valerij Brumel e la ginnastica Larisa Latynina.

E anche Jasin sfrutta, per la sua popolarità universale, il valore aggiunto di quell’alone di mistero e leggenda che lo circonda (del resto la sua Dinamo, come le altre squadre dell’Urss, non gioca le coppe e lo si può vedere solo ogni tanto con la maglia della Nazionale) e che lo rende invincibile, indiscutibile, un cavaliere senza macchia e senza paura sempre di nero vestito. Il senso di questo libro, ‘L’Urss nel pallone’, è proprio quello di andare oltre il mito ed il luogo comune per descrivere, con certosina puntualità, i personaggi, i fatti ed i meccanismi di quel mondo calcistico che nel secolo scorso ha fatto scuola in Europa.

E’ una storia anche di tante occasioni perse ed alla fine restano in bacheca soltanto il trionfo europeo del 1960 e la medaglia d’oro olimpica conquistata nel 1956 e nel 1988, ma il parallelismo sempre vivo, nel racconto di Roberto Pivato, tra gli eventi del calcio e quelli della storia e della politica, diventa un richiamo intrigante anche per chi non frequenta abitualmente la meravigliosa ‘nicchia’ del calcio internazionale.

TITOLO L’URSS nel pallone
AUTORE Roberto Pivato
EDITORE Urbone
PAGINE 279
PREZZO 15 euro

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